L’ALLEGORIA DEI CIECHI E DELL’ELEFANTE | Mauro Biglino #shortvideo



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Che cosa accade quando un teologo australiano e un agnostico italiano interrogano gli stessi testi biblici partendo da percorsi opposti?

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13 Comments

  1. Solo chi vede l' elefante e i vari protagonisti citati può rendersi conto che prospettive apparentemente diverse (o quasi contrastanti) si riferiscono alla stessa esperienza, allo stesso fenomeno, alla stessa verità, causa, principio…il punto è: chi vede l' elefante e come fa? E come dimostrare agli altri che le loro prospettive non sono contraddittorie? È dalla conoscenza dell' unità che la molteplicità acquista significato, non il contrario…non basta sperare che sia possibile quella visione di insieme per determinarne l' esistenza…insomma, immagine poetica e interessante, strumentalizzata da chi si arrogherà il diritto-dovere di "definire" l' elefante, le correlazioni in modo comunque potenzialmente dogmatico per non dire pretestuoso…

  2. I ciechi che "credono" di sapere sono "sofisti" che poi quando li si addita come "ciechi" se ne escono con "eh, è comunque vero che c'è la zanna, è tutto relativo" e con questa cosa della "verità relativa" si perde il senso della Verità legato alla gnosi profonda del "so di non sapere".

  3. "Un re, proprietario di un magnifico frutteto ricco di frutti succulenti e non sapendo a chi affidarne la custodia, incaricò due invalidi: uno zoppo e un cieco. Lo zoppo, tuttavia, tentato dai frutti pregiati, propose al compagno cieco di arrampicarsi su un albero per coglierne alcuni; ma questi indicò i propri occhi privi di vista. Alla fine, il cieco sollevò sulle spalle il compagno zoppo, permettendogli così di raccogliere i frutti. Quando il re giunse e notò che parte del raccolto era sparita, chiese loro chi fosse il ladro. Affermando con veemenza la propria innocenza, ciascuno addusse a propria discolpa la menomazione che rendeva impossibile aver commesso il furto. Ma il re intuì la verità e, facendo salire lo zoppo sulle spalle dell'altro, li punì entrambi come se i due formassero un unico corpo. Così — aggiunse Ismaël — avverrà in futuro: anima e corpo si ricongiungeranno e saranno puniti insieme".

    Rabbi Yishmael ben Elisha Nachmani 

    *
    Ció che ne concludo:
    Il corpo è cieco con i suoi istinti bassi.
    L'anima incosciente è zoppa, non sa stare in piedi da sola e si allea alla cecità per tirarsi su e dominare, ma da cieca.
    Il "Re" 👑 del giardino è lo Spirito, la coscienza che sta fuori dal giardino e che è stata legata alle altre due (corpo e anima incosciente) a ricordarci del NOSTRO giardino.

    3 in 1.

    Ognuno, qui, lotta da solo.

  4. c'è anche la 'Parabole' della 'Uva' laddove 'dei Saggi' che 'parlano Lingue diverse' hanno '1 Soldo' e 'hanno fame e sete' e a ciascuno è chiesto 'cosa acquistare con quel 1 Soldo' e ciascuno dice 'Uva' nella 'sua Lingua' e 'nessun altro comprende', cosicché 'credendo che siano Proposte diverse' essi 'litigano ardentemente' finché 'un Poliglotta' spiega che 'stanno dicendo Tutti la stessa Cosa': come 'la Religione' e 'le Religioni diverse', fatta 'Eccezione' per il 'Satanismo' che 'nelle Religioni tradizionali' è il 'contra Religione' anche se 'attualmente' è considerato fra 'le Religioni riconosciute ufficialmente'.

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