BERETTA MAB 38: geniale o sopravvalutato? storia e prova full auto



Il Beretta MAB 38 è una delle armi automatiche italiane più famose della Seconda Guerra Mondiale. Ma cosa lo rendeva così speciale? E come si comporta ancora oggi durante una prova a fuoco?

Scopriamo la storia del Moschetto Automatico Beretta 38, dalle prime versioni prodotte nel 1938 fino alle varianti semplificate MAB 38A e MAB 38/44.

Analizziamo da vicino le caratteristiche costruttive, le differenze tra le varie versioni, i dettagli meccanici, le finiture e il ruolo che quest’arma ha avuto durante la Seconda Guerra Mondiale e negli anni successivi. Parliamo anche del suo impiego da parte delle forze italiane e tedesche, della sua diffusione dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e della sua lunga carriera al servizio delle forze armate.

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Capitoli:
00:00 Il MAB 38: oggi parliamo di storia italiana
00:26 Il Museo della Linea Gotica di Castel del Rio
01:22 Le origini del progetto Beretta MAB 38
02:19 Tullio Marengoni e la nascita del MAB 38
03:09 Il primo modello: dettagli e caratteristiche
03:42 L’adozione e i primi impieghi militari
04:19 Peso, caricatori e caratteristiche al tiro
04:57 Finiture e qualità costruttiva del primo modello
05:37 Il MAB 38A: la versione semplificata
06:49 L’impiego durante la Seconda Guerra Mondiale
07:39 Le forniture all’estero e le varianti successive
08:04 Il MAB 38/44: semplificazioni e modifiche
09:05 Il MAB 38 in mano alle forze tedesche
09:56 Perché il MAB 38 è stato così affidabile
10:35 Il MAB 38 dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943
11:32 Dal MAB 38 alla Beretta M12
12:13 Il MAB 38 nella cultura popolare
13:24 Comandi, caricatore e sicure: analisi ravvicinata
15:48 Qualità costruttiva e stabilità dell’arma
16:18 Preparazione alla prova a fuoco
16:53 Al poligono con Matteo Vannini
17:25 Prova a fuoco: MAB 38/44 in azione
19:23 Impressioni dopo la prova a fuoco
19:52 Selettore di tiro e controllabilità in full auto
20:21 Affidabilità e funzionamento con munizioni 9×19
21:19 Esemplari demilitarizzati e normativa
22:32 Disponibilità e rarità degli esemplari
22:58 Conclusioni e saluti

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48 Comments

  1. c' è stata recentemente l asta fatta dalla marina militare per la vendita di lotti di questo mitra , sicuramente molti collezionisti si sono associati per comprarli sicuramente a prezzi bassissimi . poi vanno portati da un armiere che toglie la raffica e rilascia il relativo certificato . E anche il mitra che Buonocore Totò ha nel film Totò dianolicus . Insieme all elmetto da ufficiali italiani della seconda guerra mondiale . Un arma iconica adottata anche dalla brigata paracadutisti folgore ad El Alamein .

  2. I fallschirmjager erano a caccia di MAB poichè con la loro 9Para, piu' mite della M38, era estremamente controllabile. I 14000 MAB della MM sono in cessione in blocco unico per l'estero.

  3. L'ultima lettera nelle denominazioni delle armi naziste prodotte al di fuori della Germania e razziate nei paesi invasi stava ad indicare il paese di provenienza.Nel nostro caso "I"per "italien".

  4. Alcuni gruppi terroristici, non ricordo più quali, negli anni '70 ne tentarono una calciatura retrattile in via artigianale. Sarebbe stato interessante vedere le modifiche proposte ma penso saranno stati confiscati e demoliti come corpo di reato.

  5. Meraviglia! Il M. A. B. È davvero bellissimo. Allora, ovviamente il top è e rimane il 38, tuttavia, se prima ritenevo il 44 un reato di lesa maestà rispetto al 38 pian piano ho iniziato ad apprezzarlo. Diciamo che ha sicuramente il suo perché e, cosa non trascurabile, una storia longeva nelle nostre FFAA. La sua rustica semplicità marziale lo rende a suo modo affascinante. Bello! Beati voi che potete tenerli in mano e toccarli. Saluti al collega pizzardone.

  6. Nel video si fa menzione delle autorizzazioni per possedere armi da guerra: quali sono e quali diritti concedono? Com'è possibile per un privato sparare legalmente con un'arma automatica in Italia?

  7. Mamma mia quanti ricordi. 5/2000 marina a la spezia, avevamo la seconda serie col paracanna traforato. Che bene sparava. Che arma meravigliosa. Ci facevi i ricamini sul bersaglio ❤❤❤❤❤

  8. Ho usato il MAB, prodotto nel 55' in aeronautica nel 75'. Gli istruttori di tiro ci raccomandavano di non impugnarlo per il caricatore perché si sarebbe inceppato.

  9. Video pazzesco!! Il Mab 38 è iconico, essere riusciti a mettere le mani su tutte e tre le versioni, compresa la pirma è davvero tanta roba 🥺🔥 Poi la prova a fuoco, sempre una gran goduria, complimenti vivissimi 💯😎💪🏻💪🏻

  10. Nei primi anni '80 i V.A.M. della mia base erano dotati di MAB del tipo semplificato, mirino fisso ecanna corta mostrato nel video (mai visto con doppia canna di raffreddamento). Si montava di guardia col caricatore disinserito per evitare sparo accidentale da urto e 4 caricatori da 40 colpi custoditi nelle giberne che portavamo addosso. Ricordo due tipi differenti di MAB: uno con la sicura a bottone a due posizioni fisse (tipo on- off) sicura posta nella zona tra il ponticello e il caricatore (nella parte in legno) che si inseriva/disinseriva premendo col dito da un lato e dall'altro dell'arma, un altro tipo aveva un sicura a pulsante zigrinato posta più o meno nella stessa posizione, che permetteva di sparare solo se il tiratore impugnava con la mano libera l'arma premendo con le dita il pulsante, al rilascio il pulsante ritornava in posizione di riposo inibendo l'arma. Il caricatore non si innestava né montando di guardia e neppure durante le quotidiane simulazioni di allarme , ma solo nelle esercitazioni ufficiali con ispezione NWTI. Allora si parlava di imminente arrivo del Beretta SC70 in sostituzione del MAB che però, mi risulta, avvenne solo molti anni più tardi. Gli americani A.F.I. di stanza in base, montavano di guardia con M16, mentre i carabinieri assegnati alla caserma interna alla base (forse) con Garand M1, con loro facevamo ronde miste in base e alla recinzione esterna (ricordo anche unità cinofila). Alcuni VAM avevano in dotazione M12 (non nella nostra base). Ricordo con un certo "orrore" un allarme notturno (era forse il primo a cui presi parte in base) dove correvo al buio pesto con giberne, MAB e maschera NBC, di scorta alla mitragliatrice SAFAT, al mio fianco un militare americano, un terzo VAM trainava a mano la SAFAT che era su carrello, correvamo verso il nostro posizionamento a difesa degli angar, inciampai e caddi come un salame, il MAB picchiò a terra e partì tappo di culatta e la molla in mezzo all'erba col buio pesto, il militare americano fu bravissimo e mi aiutò nella ricerca dei pezzi, non so come ritrovammo il tutto e ricomposi l'arma senza ulteriori conseguenze, l'esperienza mi servì di lezione per il resto del periodo di leva. Perdonate lungaggine ed eventuali imprecisioni ma volevo raccontarvi…

  11. Anni fa un reduce della GNR mi raccontò che la possibilità di utilizzare la stessa munizione per il MAB e per lo MP 40 teoricamente c'era, ma la cartuccia italiana era più "pepata" di quella tedesca e poteva creare problemi di sovrapressione nell'arma tedesca, mentre viceversa la cartuccia tedesca, più debole, provocava possibili inceppamenti nel nostro mitra.

  12. nel film "le quattro giornate di Napoli" di Nanni Loi, il tenente interpretato da Gianmaria Volontè ha un MAB 38 con caricatore corto, che estrae e mostra ai tedeschi prima di avvicinarsi a parlamentare…altra scena iconica secondo me.

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